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Perché due superfici che sembrano perfettamente lisce possono comunque creare un grave collo di bottiglia termico? Nel raffreddamento elettronico, la risposta risiede spesso nelle minuscole intercapedini tra di esse e nel materiale utilizzato per riempire tali intercapedini.
Che cos’è un materiale interfaccia termica?
Un materiale di interfaccia termica (TIM) viene utilizzato nell’imballaggio dei circuiti integrati (IC) e nella gestione termica dell’elettronica per riempire i microspazi vuoti e le depressioni superficiali in corrispondenza del contatto tra due materiali. Riempiendo tali interstizi, un TIM riduce la resistenza termica di contatto e aiuta il dispositivo a dissipare il calore in modo più efficace.</p>
Perché i TIM sono importanti: il problema del 10% dei contatti
I materiali microelettronici e le superfici dei dissipatori di calore non sono mai perfettamente piani a livello microscopico. Quando vengono montati direttamente, l’effettiva area di contatto può essere solo circa il 10% dell’area della base del dissipatore di calore. Il resto è occupato da interstizi d’aria.
Questo è un problema importante perché l’aria ha una conducibilità termica di soli circa 0,024 W/(m·K). Quei vuoti d’aria creano un’elevata resistenza termica di contatto e impediscono al dissipatore di calore di svolgere il proprio compito.
Un materiale di interfaccia termica (TIM) ad alta conducibilità riempie gli interstizi, sposta l’aria e crea un percorso termico efficace tra la sorgente di calore e il dissipatore di calore. In altre parole, il dissipatore di calore potrebbe essere eccellente, ma è comunque l’interfaccia a determinare se funzionerà correttamente.</p>
Che cosa rende un TIM ideale?
Un TIM ideale dovrebbe offrire:
Questo elenco di controllo è un utile quadro di valutazione per confrontare materiali reali.
Tre TIM comuni e quando utilizzarli
La pasta termica è generalmente realizzata con olio di silicone come materiale di base e cariche resistenti al calore e conduttive termicamente.
Vantaggi: Basso costo ed estremamente comune.
Svantaggi: applicazione disordinata, l’olio di silicone può fuoriuscire e può seccarsi nel tempo. In genere non è raccomandato per prodotti destinati a una lunga durata.
I cuscinetti termici in silicone utilizzano il silicone come base, con additivi quali ossidi metallici, e vengono realizzati mediante processi speciali. Sono inoltre denominati cuscinetti di riempimento, film di silicone o cuscinetti termici morbidi.
Riempiono gli spazi vuoti e trasferiscono il calore tra i componenti che generano calore e quelli che lo dissipano, fornendo contemporaneamente isolamento, smorzamento delle vibrazioni e tenuta stagna.
Supportano design miniaturizzati e ultra-sottili e sono disponibili in un’ampia gamma di spessori.
Vantaggi: Ampia gamma termica e stabilità, copertura dei divari di processo, isolamento elettrico, assorbimento di vibrazioni e rumore, nonché installazione, collaudo e riutilizzo agevoli.
I materiali a cambiamento di fase (PCM) cambiano fase con la temperatura e forniscono calore latente. Il passaggio di fase solido-solido può assorbire una certa quantità di calore e attenuare gli shock ad alto flusso termico, come se si aggiungesse un “serbatoio” al percorso termico.
Le temperature di cambiamento di fase commerciali sono intorno a 45–50 °C. Vengono utilizzate principalmente per le CPU e altre fonti di calore con flusso termico elevato transitorio, in particolare per proteggere durante l’avvio o il riavvio. Prestare attenzione alla loro capacità termica e alla resistenza termica; alcuni prodotti possono essere sottili fino a 0,125 mm.
Avvertenze: possono essere difficili da immagazzinare e installare, la fuoriuscita di olio al silicone può influire sull’efficienza luminosa delle apparecchiature di illuminazione e l'affidabilità è solo moderata. In caso di utilizzo prolungato a temperature elevate, le prestazioni possono diminuire di circa il 40–70% nell’arco di circa due anni. Sono più adatti per l’elettronica di consumo, i laptop e le console per videogiochi.
In conclusione
I materiali di interfaccia termica influenzano direttamente la qualità dell’interfaccia termica. La pasta termica è economica e comune, ma presenta scarse prestazioni in termini di affidabilità a lungo termine; i fogli termoconduttivi (gap pads) offrono isolamento, smorzamento e possibilità di ripristino (reworkability); i materiali a cambiamento di fase contribuiscono ad attenuare gli shock termici transitori, ma presentano limitazioni relative alla conservazione, all’espulsione (bleed) e all’affidabilità a lungo termine. Scegliere il materiale di interfaccia termica in base alle dimensioni del gap, alla pressione di montaggio, alle esigenze di isolamento, ai requisiti di ripristino e alla durata operativa prevista, non soltanto in base alla conducibilità termica.